Progetto socio-economico
Province di Yenanchaung e Natmauk
Nella Dry Zone, l'area più arida della Birmania centrale, le precipitazioni non superano i 500 millimetri l'anno e nella stagione secca (da gennaio a giugno) l’accesso all’acqua per gran parte della popolazione diventa una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Per bere, lavarsi, cucinare e abbeverare il bestiame, irrigare i campi, la gente ricorre a bacini di raccolta acqua piovana che, spesso, è contaminata.
A ciò si aggiungono inadeguate condizioni igieniche ed estrema povertà che rendono la popolazione, soprattutto bambini e donne incinte, soggetta a malattie come la diarrea e malnutrizione cronica, che spesso sono letali.
Da queste condizioni critiche scaturisce un'emergenza umanitaria per contrastare la quale, dalla fine del 2004 Terre des hommes Italia ha in corso un programma nella "Dry Zone", nei villaggi della zona rurale delle province di Yenanchaung e Natmauk.
Tali interventi, da cui fino ad oggi hanno beneficiato direttamente oltre 60.000 persone, sono finanziati da ECHO – l’Ufficio di Aiuti Umanitari della Commissione Europea – e da fondi donati dalle famiglie italiane o da altri enti privati.
In particolare, dal primo febbraio 2007, è in corso a Natmauk il progetto finanziato da ECHO denominato “Miglioramento delle fonti di approvvigionamento idrico e riduzione dei fattori di rischio della Salute Pubblica nei villaggi della Dry Zone”.
Suo obiettivo principale è contribuire a ridurre i fattori di rischio per la salute della popolazione più vulnerabile residente nei villaggi rurali della Dry Zone attraverso: interventi diretti al miglioramento dell'accesso all'acqua, alla realizzazione di infrastrutture sanitarie (costruzione di servizi igienici nelle case e nelle scuole), alla promozione di tecniche per il trattamento dell’acqua ed alla organizzazione di campagne di sensibilizzazione e promozione dell’igiene personale.
Al termine del progetto, la cui durata è di 12 mesi, ci si attende che:
1. La popolazione di 34 villaggi (oltre 35,000 persone) abbia accesso a maggiore quantità di acqua potabile (bacini di raccolta di acqua piovana e pozzi sono attualmente in corso di costruzione o riabilitazione, 22 serbatoi di raccolta acqua piovana sono già stati realizzati presso le scuole dell’area di intervento e cloro per trattare l’acqua è stato distribuito ad oltre 6,000 famiglie);
2. Il 90% delle oltre 6.000 famiglie che vivono nell’area del progetto e i quasi 5,000 alunni delle scuole primarie presenti nell’area possano accedere a servizi igienici convenienti e rinnovati;
3. Gli alunni delle scuole e le madri di bambini minori di 5 anni (circa 3.000) siano formati a pratiche igieniche appropriate (come, ad esempio, lavarsi le mani prima di mangiare e cucinare, curare l’igiene personale, trattare l’acqua prima berla etc.) ed almeno il 90% di questi si attengano a queste pratiche. A tal fine si sono condotte campagne di promozione e sensibilizzazione e realizzati spettacoli nelle scuole e nei villaggi.