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home > I progetti nel mondo > 24.07.2008 giovedě / 3.14

India

Testimonianze/India

Fisioterapisti in India

di Rita e Giacomo

Due fisioterapisti hanno condiviso per 3 mesi la difficile realtà del Sud dell'India, dando un contributo "specialistico", volontario ed entusiasta alle attività a favore dei bambini disabili.

Da diverso tempo stavamo progettando questo viaggio, quindi siamo partiti con tanto entusiasmo e desiderio di conoscere da vicino una realtà così diversa dalla nostra. Per questo ringraziamo di cuore Terre des hommes Italia e i responsabili del progetto per averci dato questa opportunità.

Il Terre des hommes Core Trust si trova a Tiruvanamallai, una cittadina a 200 km a sud di Madras, in uno degli Stati più poveri dell'India, il Tamil Nadu. Nella struttura, che è piuttosto vasta e ben articolata, lavorano circa 70 persone, tutte indiane, con competenze diverse, specifiche per le varie esigenze; attualmente ci sono due scuole per ragazzi con ritardo mentale ai quali si insegna, con buoni risultati, come accudire a loro stessi e come utilizzare al meglio le loro capacità. Due pulmini prendono i ragazzi dalle loro case al mattino e li riaccompagnano la sera; questo rappresenta per i genitori, che lavorano a tempo pieno nei campi, un grande aiuto perché altrimenti i ragazzi sarebbero abbandonati a se stessi. Ci sono poi 4 case-famiglia, che ospitano più di 60 bambini e ragazze dai 4 ai 18 anni, molti dei quali soffrono di handicap fisici come conseguenza della poliomielite. Molto importante è il lavoro delle assistenti sociali che quotidianamente girano nei villaggi circostanti sia per individuare le famiglie con figli disabili sia per fornire loro un aiuto pratico insegnando gli esercizi e dando dei suggerimenti per accudirli. C'è infine una struttura dedicata al lavoro specifico di fisioterapia per bambini cerebrolesi e con ritardo mentale, e al training per i genitori affinché possano capire e sostenere nel migliore dei modi i propri figli; il training, di tipo residenziale e della durata di un mese, è un impegno notevole per le famiglie ma i loro sacrifici sono ricompensati dagli evidenti risultati che si ottengono. Accanto, un piccolo laboratorio per la produzione artigianale di protesi o supporti per i vari tipi di handicap.

Inizialmente non è stato facile per noi: il clima e le differenze culturali e linguistiche hanno contribuito a rendere i nostri primi passi a Tiruvannamalai piuttosto incerti. La prima settimana, su consiglio del direttore del Centro Chezhian, l'abbiamo trascorsa a guardarci intorno per conoscere i vari progetti e capire come meglio intervenire. Pian piano ci siamo inseriti nelle varie attività: Giacomo ha lavorato soprattutto nei villaggi insieme alle assistenti sociali, cercando di dare alle persone che assistevano i bambini delle semplici indicazioni di tipo fisioterapico. Rita ha lavorato soprattutto nel programma residenziale di preparazione per le mamme e i bimbi cerebrolesi, mostrando loro come praticare il massaggio nei casi di forte spasticità per alleviare un po' il dolore. Il nostro tempo libero passava spesso nelle case-famiglia cercando di coinvolgere in vario modo i bambini. Una domenica abbiamo organizzato una gita in un paese vicino dove ci sono i resti di un antico castello. Sveglia al mattino presto, siamo saliti sui due pulmini e via: la gioia e l'eccitazione nei bimbi si leggeva sui loro volti. Giunti in cima della collina dove c'era il castello, abbiamo pranzato all'aperto con foglie di banano come piatto, giocato, scherzato fatto il bagno nella antica piscina del maraja: divertimento assicurato per grandi e piccoli.

Non sono certo mancati momenti di difficoltà e di sconforto; le realtà con le quali dovevamo interagire erano a volte veramente difficili: bimbi con malformazioni dovute a denutrizione, mancanza delle più elementari norme igieniche nelle case, talvolta assoluta indigenza dei genitori nonché incapacità ad affrontare problemi di handicap, le profonde differenze culturali, tutto questo ed altro ancora hanno fatto spesso vacillare le nostre certezze, il desiderio di essere utili e di portare le proprie conoscenze a servizio di queste realtà. Ogni giorno ci chiedevamo se e quanto fosse realmente utile la nostra presenza o se non fosse solo il bisogno di soddisfare le nostre esigenze di "sentirci buoni". Ma poi il sorriso di un bimbo o una sua richiesta di attenzione, o il ringraziamento sincero di una mamma bastavano per farci dimenticare di colpo ogni dubbio o incertezza. Forse i momenti più intensi e gratificanti sono stati quelli in cui ci si spogliava dagli abiti di lavoro e si riusciva a giocare e a stare insieme con spontaneità: la condivisione del cibo, il momento della buonanotte, il saluto commosso dei bimbi quando siamo partiti ci hanno regalato sensazioni che ancora ci accompagnano. Ciao e grazie.

Siamo noi a dirvi GRAZIE. (N.d.r. Terre des hommes Italia)